Lombalgia e dolore viscerale

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

Lombalgia e dolore viscerale

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

Come promesso ho preparato un articolo sulla connessione tra la lombare e il dolore viscerale, che per comodità chiameremo dolore addominale.

Dolore viscerale riferito

E’ importante capire che cos’è il dolore viscerale riferito, il quale viene definito come: “un dolore provato nel sistema muscolo-scheletrico, la cui origine è tuttavia viscerale.”

Questo tipo di dolore si distingue dal dolore di origine muscolo-scheletrico, ma si può anche confondere.

Questo può avvenire in molti distretti del corpo, ma noi ci concentreremo sulla zona lombare.

Le caratteristiche principali sono:

  • Un dolore di difficile localizzazione (tipo un mal di denti)
  • Un dolore diffuso e profondo
  • Un dolore di origine non traumatica (infortuni, cadute ecc…)
  • Un dolore che può essere avvertito in determinate fasce orarie (ad esempio per le gastriti post prandiali)
  • Un dolore non collegato solo ai movimenti del corpo e che non diminuisce coi cambi di posizione

Anatomia

“L’osteopatia è anatomia, anatomia e ancora anatomia” A.T Still

Senza addentrarci nella neurologia, possiamo dire che esistono dei nervi che raccolgono informazioni dai visceri (compreso il dolore) e che quest’ultimi hanno in comune gli stessi neuroni che ricevono informazioni dalle articolazioni, pelle e muscoli. Il corpo però non è sempre in grado di distinguerli dando origine così al dolore viscerale riferito.

La conseguenza è, che patologie o alterazioni fisiologiche di determinati organi possono riflettere il dolore in zone apparentemente non coinvolte. L’esempio classico è quello della colica renale, spesso confusa con un forte mal di schiena nella zona alta della lombare e che può arrivare a irradiare fino all’inguine, confondendosi con un dolore all’anca.

Un altro esempio sono i dolori allo stomaco, percepiti in zona retrosternale o alla spalla, che spesso provocano paura nel paziente, perché percepiti come problemi al cuore. I problemi al pancreas, invece, irradiano in zona infra-scapolare.

Tra gli organi che possono provocare lombalgia ci sono anche l’intestino crasso e tenue, la vescica, la prostata, l’utero e le ovaie, oltre ai già citati reni e pancreas.

Il collegamento non è solo neurologico, infatti questi organi hanno anche connessioni bio-meccaniche dirette indirette con le strutture della lombare. Pensiamo ad esempio al rene che si appoggia e scorre sul famoso muscolo Ileo-psoas, al fegato e allo stomaco che sono a stretto contatto con il diaframma, all’utero che si appoggia sull’osso sacro e ancora a diverse zone intestinali in collegamento con il rachide lombare.

Cause e diagnosi

Inevitabile dire che la causa principale dei dolori riferiti è una patologia a carico dell’organo, quindi gastriti, coliche renali e intestinali possono provocare il dolore riferito.

A volte però, soprattutto nei casi cronici di lombalgia, l’organo non presenta una vera e propria patologia e nonostante questo la lombalgia è presente.

Il primo consiglio è sempre di rivolgersi al medico curante per chiarimenti ed eventuali indagini approfondite. Bisogna infatti capire se è presente una patologia e se è a carico di un organo o del sistema muscolo scheletrico.

Osteopatia

Una volta escluse cause importanti, la visita osteopatica è di grande aiuto per indagare lo stato dell’intero organismo e gli eventuali collegamenti tra il sistema viscerale e biomeccanico del paziente.

Le domande approfondite, l’osservazione, la palpazione, i movimenti e i test specifici saranno in grado di dare all’osteopata un quadro specifico della condizione del paziente.

L’osteopata andrà dunque ad indagare se ci sono alterazioni funzionali a livello viscerale e se queste sono causa di disfunzioni a livello del rachide lombare o di altre strutture, che infine possono portare a manifestare la lombalgia.

La terapia sarà dunque mirata alla correzione ed eliminazione di tali disfunzioni, contribuendo al ripristino della funzionalità dell’organismo. Le tecniche utilizzate sono di tipo manuale e, nel caso dei visceri, saranno superficiali o profonde a seconda dell’organo e con un ritmo più lento.

Nella mia esperienza il trattamento del sistema viscerale e muscolo scheletrico deve coincidere.

Infatti per quanto il paziente non presenti sintomi o non abbia avuto patologie a carico dei visceri in passato, il collegamento neurologico e biomeccanico tra i due sistemi è talmente importante da non poter scindere i due trattamenti.

Riccardo Bagagli
Osteopata, Chinesiologo, Massaggiatore sportivo, Preparatore atletico

Altri Articoli

Prenota la tua visita